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Editoriale - 11/06/2005

INIZIATIVA COMITATI PER IL SI' - MONTEVEGLIO, 9 Giugno 2005
INTERVENTO DI MONICA RUBINI - ViceSindaco di Monteveglio


Buonasera a tutti,

vorrei innanzitutto ringraziarvi per essere presenti a questa iniziativa organizzata dal Comitato per il sì al referendum.

Il 12 e 13 Giugno siamo chiamati alle urne per esprimere la nostra opinione sulla fecondazione assistita e la libertà di ricerca.

Nonostante l'importanza del tema per la vita di ognuno di noi, la campagna elettorale si è svolta per diverse settimane sotto tono senza che i mezzi di comunicazione dedicassero l'attenzione che meritava.

La televisione sia pubblica che privata ha sacrificato l'informazione seria fondata su approfondimenti e dibattiti sereni e democratici a favore di un'informazione basata sulla confusione, la tifoseria, gli anatemi e la diffusione della paura.

I comitati per il sì sono scesi in campo per informare i cittadini a tutela della libertà e della dignità delle donne, della libertà delle coppie e del la libertà della scienza .

Personalmente al referendum del 12 e 13 Giugno voterò quattro sì per correggere la Legge 40 che in più punti esprime uno spirito punitivo nei confronti delle donne e crudele verso i portatori di malattie.

Una legge ispirata al principio che lo Stato debba interferire nella sfera privata e nelle scelte etiche delle persone, E' UNA LEGGE INACCETTABILE.

Ai cittadini di Monteveglio, a ognuno di voi, chiediamo innanzitutto di andare a votare, di invitare parenti ed amici a fare altrettanto e di NON cogliere l'appello di chi propugna l'astensione come manifestazione di voto.

Tutte le posizioni in uno stato democratico sono legittime e degne di libera espressione e tutela tranne quella di BOICOTTARE il referendum sperando che l'Italia si astenga.

La campagna referendaria per l'astensione al voto che da più parti si sta portando avanti è ANTIDEMOCRATICA E INCOSTITUZIONALE.

.La nostra Costituzione definisce l'esercizio di voto un DOVERE CIVICO.
Incoraggiare all'astensione significa esortare i cittadini a venir meno ad un loro preciso dovere . Un dovere che costituisce e definisce uno degli aspetti fondamentali del corretto modo di essere cittadini di una repubblica democratica.

Dire di non andare a votare, soprattutto quando l'invito proviene da alte cariche politiche, vuol dire invitare i cittadini a calpestare un dovere civico in base a un calcolo di interesse.

Vuol dire ostacolare il confronto democratico.

Vuol dire deresponsabilizzare i cittadini

Politicamente l'astensione è SEGNO DI DEBOLEZZA. Significa AVERE PAURA dell'opinione dei cittadini.

Già in passato di fronte ad altre consultazioni si è fatto ricorso all'astensione.

In quest'occasione l'astensione ha però un significato diverso e PIU' GRAVE.

Si cerca di inficiare, di rendere nulla l'opinione della maggioranza degli italiani sommando il non voto consapevole e finalizzato al mancato raggiungimento del quorum all'astensione fisiologica e cronica tipica di ogni consultazione elettorale pari al 25-30% degli elettori.

Votare è un dovere che chiama in causa i principi della libertà di scelta e di coscienza, la laicità dello stato contro il riemergere di VERITA' ASSOLUTE e di un FANATISMO IDEOLOGICO che non c'entra niente con le legittime convinzioni morali di ciascuno.

Non dimentichiamoci dei nostri doveri e delle difficoltà superate per vederli riconosciuti e il 12 E 13 giugno ANDIAMO A VOTARE.

Ma il 12 e 13 Giugno votiamo anche SI' ai quattro quesiti referendari.

Votiamo sì:
per CONSENTIRE alla ricerca di trovare terapie per malattie incurabili

Votiamo sì:
per PERMETTERE alle coppie sterili di avere figli

Votiamo sì:
per la LAICITA' e la LIBERTA' RELIGIOSA

ma soprattutto VOTIAMO SI' perché le scelte di coscienza APPARTENGONO ALLA COSCIENZA DELLE PERSONE E NON ALLO STATO


Sono 10 milioni gli italiani affetti da malattie incurabili (alzheimer, parkinson, diabete, sclerosi, ecc) che potrebbero essere curati se la ricerca sulle staminali avrà successo.

La legge 40 vietando a priori la ricerca sugli embrioni e quindi l'utilizzo delle cellule staminali embrionali, toglie ogni speranza a coloro che sono affetti da tali malattie e che potrebbero sperare in una vita migliore.

E non è vero che la ricerca sulle staminali adulte sostituisca quella sulle embrionali come non è accettabile l'obiezione di chi sostiene che la ricerca sulle embrionali ha dato ad oggi pochissimi risultati.

E' OVVIO: le staminali adulte si studiano da quarant'anni, le embrionali dal 1997!

Ma il legislatore nel suo delirio di difesa della sacralità dell'embrione ha esteso la tutela anche ai 30.000 embrioni congelati presenti nei laboratori italiani per i quali non vi è alcuna richiesta di impianto e che allo stato attuale non possono nemmeno essere utilizzati per la ricerca!

In materia di fecondazione assistita chi è favorevole alla l. 40 ha parlato di necessità della legge per far fronte al "far west" (così è stato definito) che si era creato in mancanza di una regolamentazione legislativa.

Ora non c'è il far west ma sicuramente si è creato un TURISMO PROCREATIVO.

Sono 3.700 le coppie che risultano essere andate all'estero, per inseguire il loro desiderio di avere un figlio, dopo che l'Italia ha negato loro questo diritto.

Il turismo procreativo non fa che aggiungere sofferenza e difficoltà alle coppie che decidono di affrontare il percorso della procreazione assistita in un paese straniero. DA ESULI.

Lo stato italiano ha il DOVERE di tutelare le coppie con problemi di fertilità.

Coppie che risultano essere 1 su 5 e che si sentono tradite da uno stato che non riconosce nella loro sterilità una malattia.

E dov'è la tutela al diritto alla vita di cui pretendono e ritengono di essere portatori i sostenitori della legge?

Con la legge 40 la vita diminuisce.

Prima della legge 40 ogni anno sono nati in Italia da 6 a 7 mila bambini con la procreazione assistita.

Dal 97 al 2002 oltre 4.000 bambini sono nati grazie a quelle tecniche ora vietate: fecondazione eterologa e utilizzo di embrioni crioconservati.

Con la legge 40 avremo meno genitori, meno bambini e quindi meno vita.

Ma la legge 40 oltre ad essere una pessima legge ( impone alle donne trattamenti che aumentano i rischi per la loro salute e diminuiscono le probabilità di successo; impedisce la ricerca scientifica sugli embrioni togliendo speranza a milioni di malati; ci allontana dai paesi europei che hanno leggi più equilibrate in materia; mette in discussione il diritto delle coppie di scegliere consapevolmente la propria maternità e paternità)
è anche una legge estremamente pericolosa perché con l'inaccettabile pretesa di equiparare i diritti dell'embrione, cioè un'ipotesi di vita (una vita in potenza), a quelli della madre, pone le premesse per rimettere in discussione la legge sull'interruzione di gravidanza.

E' evidente la schizofrenia legislativa creata dalle due leggi.

La prima riconosce una soggettività e una tutela all'embrione che finisce con il cancellare il ruolo della donna.
La seconda nell'equilibrio tra i diritti del feto e quelli della madre assegna una netta prevalenza alla madre.

L'eventuale fallimento del referendum sarà utilizzato dai sostenitori del no e dell'astensionismo per rimettere in discussione la legge sull'aborto che costituisce il frutto di lunghe battaglie per l'affermazione e la tutela del diritto della donna di scegliere e determinarsi liberamente.

E' inaccettabile come la parificazione di diritti tra il concepito e la madre (esclusa dalla stessa Corte Costituzionale) CANCELLi completamente il ruolo femminile come se l'embrione avesse sue autonome potenzialità di sviluppo.

La parificazione si fonda soltanto su convinzioni religiose e etiche che per quanto rispettabili non possono essere imposte autoritariamente a coloro che hanno convincimenti altrettanto forti ma contrapposti.

L'appello che in chiusura mi sento di rivolgervi è ANDIAMO A VOTARE e VOTIAMO SI' perché il mantenimento dei limiti attuali nega a tutti diritti fondamentali come quello della salute della donna e della libertà di ricerca mentre un'eventuale modifica della legge 40 lascerebbe ognuno libero di avvalersi o no dei diritti da essa sanciti TUTELANDO LA LIBERA DETERMINAZIONE DI OGNI CITTADINO ITALIANO, IL PLURALISMO ETICO
E LA LAICITA' DELLO STATO.

VOTIAMO SI' COME ATTO DI SOLIDARIETA' VERSO LE DONNE E DI FIDUCIA NELLA SCIENZA E NELLA RICERCA.

Monica Rubini