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Intervista a Salvatore Caronna

INCONTRO CON SALVATORE CARONNA
Segretario Federazione DS Bologna

La nostra scuola nasce dall'associazione tra un Partito, i DS, e due associazioni, la Fondazione Caponnetto e i Comitati Dossetti. La sinistra come vede queste forme di collaborazione e come si pone davanti alla nascita di scuole di formazione politica?

Ritengo che la formazione debba essere compito prioritario di una forza politica a cui spetta, tra l'altro, di garantire occasioni e luoghi di crescita culturale ed intellettuale soprattutto ai giovani. In passato intere generazioni sono cresciute intellettualmente attraverso la formazione politica. Ecco perché credo che la vostra scuola sia molto utile.

Ha parlato della formazione politica del passato, ci parli della sua esperienza personale.

La cosa che ricordo con maggior piacere era la possibilità di incontrare persone provenienti da varie parti del Paese e a volte dell'Europa. Entrare in contatto con modi di pensare ed esperienze diverse, ti aiutava a crescere. Anche il confronto con intellettuali, dirigenti politici, accademici rappresentava un'occasione di formazione che in altri modi, in altre forme non si sarebbe potuta ottenere. Oggi il modello delle "scuole" deve essere molto simile a questo: non luoghi in cui si sceglie una linea ufficiale e la si comunica agli altri, ma sedi aperte al confronto e al dibattito. Una delle cose più significative che la politica, soprattutto di sinistra, può fare è quella di consentire alle persone di costruirsi nuovamente un Pensiero, di avere un Pensiero.

Molti giovani della nostra età pur essendo impegnati in vari movimenti politici sono diffidenti verso i partiti tradizionali.

Si può partecipare in vari modi alla vita politica, che significa sostanzialmente farsi carico delle cose che riguardano la società e il mondo. La mia cultura mi porta a pensare che non sia solo importante testimoniare il proprio modo di intendere la vita e la società, ma che occorra anche cercare di modificare concretamente le cose che ritieni sbagliate. Il metodo migliore, a mio giudizio, è quello di farlo assieme agli altri. Il Partito è un'associazione di persone libere che decidono insieme di perseguire determinati obiettivi e rappresenta ancora uno strumento efficace per raggiungerli.
I Partiti politici fanno parte della storia democratica del nostro Paese. La diffidenza della vostra generazione deriva forse dal fatto che avete vissuto uno dei periodi più tristi della stagione politica: dalla corruzione di Tangentopoli, alla lotta per il potere fine a se stesso. Ma le forze politiche sono state fondamentali per affermare valori importantissimi. Basti pensare al ruolo dei grandi Partiti popolari, non solo di sinistra, nella Resistenza, nella nascita della Repubblica e nella ricostruzione dell'Italia.

Nella prossima sessione della scuola parleremo di legalità, argomento di grande attualità in Italia da alcuni anni per via della lotta alla criminalità organizzata ed al sistema della corruzione. Ma ora si parla di legalità, anche se per diverse ragioni persino a Bologna: Cofferati ha appena annunciato che proporrà un OdG in Consiglio comunale in cui chiederà ai partiti della giunta, in particolare a RC, di prendere una posizione netta nei confronti dell'illegalità delle occupazioni di edifici pubblici. Secondo lei è giusto il richiamo a questi valori?

Grazie al buongoverno della sinistra democratica e riformista la nostra città non ha mai conosciuto la stagione di Tangentopoli né è stata inquinata dalla collusione tra politica e malavita organizzata. Anzi, quando si sono drammaticamente presentati momenti difficili per la nostra democrazia e per la nostra convivenza civile, come la stagione delle stragi, del terrorismo e della Uno Bianca, Bologna ha reagito con fermezza, attraverso una saldatura efficace fra ceto politico e società civile. Per quanto riguarda il richiamo al rispetto della legalità fatto dal sindaco Cofferati, credo che occorra evitare confusioni strumentali. Qualcuno ritiene che occupare le case rappresenti un atto da difendere politicamente. Non condivido questa impostazione. Ritengo che di fronte alla difficoltà di reperire un alloggio non si debba rispondere occupando case destinate, con pubbliche graduatorie, ad altri.
Simili atti producono esclusivamente danni al tessuto civile della nostra città. In un sistema democratico le regole sono fondamentali per poter cambiare le cose. Credo che Cofferati abbia fatto bene a segnare uno spartiacque tra chi intende cambiare le cose usando le regole e soprattutto cercando il sostegno di tante persone, e chi, invece, vuole fare solo opera di testimonianza, alienandosi gran parte dell'opinione pubblica.

Parliamo adesso di Europa. E' un momento difficile e gli elettori sono disorientati: dopo i governi di centro sinistra che hanno compiuto scelte marcatamente europeiste, l'attuale governo di destra spesso imputa all'introduzione dell'euro la colpa della recessione. Insomma l'UE ci ha portato vantaggi o svantaggi?

L'Europa è il grande sogno dei Paesi europei usciti dalla seconda guerra mondiale, che si sta facendo realtà. Già il fatto che oggi sia assurdo pensare ad una guerra tra gli stessi popoli che sessanta anni fa si combatterono così ferocemente è una svolta di significato epocale.
L'Europa rappresenta la salvezza per l'Italia: il nostro Paese ha un debito pubblico enorme, un sistema produttivo più debole rispetto agli altri e quindi stare insieme con le altre Nazioni europee dovrebbe ridurre gli elementi di difficoltà evitandoci di scivolare nella fascia bassa dello sviluppo mondiale. Se poi pensiamo alla competizione con la Cina e l'India, due grandi Paesi che si stanno affacciando sul mercato mondiale, risulta del tutto evidente come il nostro futuro e la stessa nostra democrazia siano fortemente collegati ad una strategia unitaria dell'Unione Europea.

Parliamo di Costituzione. Se dovesse passare la proposta di riforma della CdL, il centrosinistra come affronterà il referendum confermativo? E se dovesse andare al governo come pensa di tutelare la Costituzione?

Nel caso, assai probabile, che si arrivi al referendum chiameremo l'intero Partito ad un impegno forte per respingere questa insensata modifica alla nostra Carta Costituzionale.
A questo proposito voglio ricordare che abbiamo già creato i Comitati per la difesa della Costituzione.
Dovremo agire con grande determinazione per vincere il referendum spiegando agli italiani i rischi della riforma. Una riforma, frutto di un compromesso all'interno della maggioranza di centro destra che colpisce la nostra Costituzione solo per accontentare un alleato di Governo sempre più discutibile e riottoso come la Lega Nord.

E' d'accordo con la proposta di rendere la nostra Costituzione modificabile solo ed esclusivamente con il voto dei 2/3 del Parlamento?

I Costituenti avevano già individuato un percorso serio e lineare: doppia lettura da parte delle camere e referendum confermativo. In considerazione però del nuovo sistema elettorale maggioritario, penso che si dovrebbe aumentare il quorum per modificare il testo della Costituzione, che rappresenta la Legge fondamentale della nostra Repubblica.

Alla riforma della Costituzione i mezzi di comunicazione non hanno dedicato molta attenzione. Come anche al progetto di legge per equiparare i repubblichini di Salò ai partigiani. Non le sembra che ci sia forte disattenzione dell'informazione sia di destra che di sinistra su certe tematiche?

Sui limiti e le anomalie del nostro sistema di informazione mi sembra che siamo in molti ad essere d'accordo. Basterebbe vedere come il sistema radio televisivo ma anche gran parte della stampa, sta trattando il referendum sulla procreazione assistita.
Per il resto più che di disattenzione dell'informazione su specifici temi, parlerei, soprattutto da parte della destra, di sofisticate azioni di revisionismo storico.
La questione delle formazioni combattenti della Repubblica di Salò, ma più in generale i temi della resistenza, della Costituzione e della nascita della Repubblica, subiscono pericolose semplificazioni.
E' certamente vero che i morti, tutti i morti, debbono essere rispettati. Ma è altrettanto vero che non è possibile equiparare chi è caduto per dare a tutti libertà e democrazia e chi, invece, rappresentava un regime che per oltre vent'anni ci aveva negato libertà e democrazia.
Questo non vuol dire essere di parte, ma essere dalla parte della verità.
Anche per questo non mi ha sempre convinto un certo modo di guardare alla storia recente del nostro Paese. Un modo che finisce per allontanare i giovani da una discussione e da una presa di coscienza delle radici della nostra Repubblica e della nostra democrazia.

Un'ultima battuta sulla Federazione del Centro Sinistra: qual è la sua posizione sullo "strappo" di Rutelli?

Il compito principale del centro sinistra deve essere quello di proporre al Paese un progetto di governo serio e credibile. In questo senso l'indicazione della Federazione come elemento centrale della coalizione sarebbe stato un utile punto di riferimento. La Margherita ha fatto una scelta diversa.
Penso sarebbe stato meglio procedere sulla strada già tracciata e sostenuta dai nostri elettori che, alle ultime elezioni hanno premiato la lista "Uniti nell'Ulivo". Non si tratta di fare il partito unico, ma di unificare, nei passaggi elettorali, le varie forze riformiste. Penso che occorra insistere per raggiungere comunque una unità forte basata su un programma condiviso. Questo è quello che chiedono gli elettori.